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Le biomasse comprendono vari materiali di origine biologica, scarti delle attività agricole
riutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica. Si tratta generalmente di scarti dell'agricoltura, dell'allevamento
e dell'industria. Possono infatti essere usati come biomasse:
Legname da ardere;
Residui agricoli e forestali;
Scarti dell'industria agroalimentare;
Reflui degli allevamenti;
Rifiuti urbani;
Specie vegetali coltivate per lo scopo;
Trarre energia dalle biomasse consente di eliminare rifiuti prodotti dalle attività umane, produrre energia elettrica e ridurre la dipendenza
dalle fonti di natura fossile come il petrolio. Una fonte di energia pulita su cui l'UE ha deciso di investire al pari dell'eolico.
Oltre ai materiali di recupero possono essere pianificate coltivazioni dedicate al fine di produrre biomasse utili per la produzione combinata
di calore ed energia elettrica.
In Italia gli impianti a ciclo breve di specie legnose (pioppo, salice, robinia pseudoacacia ed eucalipto ) sono ancora a livello sperimentale
e stentano a decollare per due motivi principali: la carenza di incentivi agli agricoltori nelle maggiori spese da sostenere per l'impianto e la
manutenzione di tali coltivazioni, e la difficoltà all'interno delle aziende agricole stesse ad adeguare il parco macchine necessario alla raccolta
di questa tipologia di biomasse.
In realtà la potenzialità sarebbe interessante: degli oltre 2 milioni di ettari di terreni ex-agricoli ormai abbandonati, almeno 500 mila potrebbero
essere destinati per tali coltivazioni, con una produttività di 6 milioni di metri cubi, vale a dire, in termini energetici, quasi 2 Mtep.
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